Viaggi d'affari

Viaggi d’affari 2016: bene i viaggi, meno la spesa

viaggi d'affari 2016

Il business travel italiano cresce e le previsioni lasciano intuire una stabilità della tendenza anche per l’anno in corso. Il quadro, lo traccia il Nuovo Osservatorio sui Viaggi d’Affari (Nova), promosso da Airplus, HRS e Lufthansa Group e realizzato con il supporto scientifico e tecnico del Centro di Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna. Questa prima edizione è pubblicata da Mission – La rivista dei viaggi d’affari e da Missionline, il sito della mobilità aziendale (Casa Editrice Newsteca).

I viaggi d’affari aumentano infatti del 2,3%, con un sostanziale allineamento di tutti i segmenti. Il mercato europeo mostra il progresso più debole (+0,7%) mentre la crescita dell’intercontinentale (+2,5%) continua a essere sostenuta dagli investimenti diretti esteri delle aziende italiane. Ottima la performance del mercato domestico (+2,7%), che vede spostarsi il focus più sul prodotto delle trasferte e meno sui costi.

«Il 2016 – spiega Andrea Guizzardi, docente di statistica economica presso l’ateneo felsineo – ha visto una crescita dell’economia globale, seppur rallentata dalle scarse performance dei Paesi sviluppati, Italia in testa (+0,9%) un dato che, tuttavia, conferma l’uscita dalla lunga fase recessiva». tweet

«La spesa per i viaggi d’affari sale a 18,7 miliardi di euro, in crescita frazionale (0,7%) rispetto al 2015 – spiega ancora il professor Guizzardi – che riassume dinamiche simmetriche tra mercato nazionale e internazionale (+2,3% e -0,2%) spiegata essenzialmente dalla forbice nella dinamica dei prezzi dei servizi di viaggio, negativi sui mercati internazionali. Il trasporto incide per il 56,3% sui budget, una quota importante ma in diminuzione a causa della contrazione del costo dei carburanti , mentre aumentano le spese di hôtellerie (+1,4%) e ristorazione (+3,5%)». tweet

La durata delle trasferte indica, sul mercato nazionale, un aumento del cosiddetto “escursionismo” (39,5% del mercato, con una crescita del 2,7%), in coerenza le maggiori opzioni di trasporto. D’altra parte, sui mercati internazionali i viaggi si protraggono e si accorpano.

Il 2016 è stato un anno interlocutorio per il trasporto ferroviario che, pur non arretrando, smette di erodere quote di mercato all’aereo sulle tratte nazionali e inizia a perdere competitività rispetto all’auto aziendale. L’automobile mostra infatti un importante progresso nelle scelte dei viaggiatori d’affari (a più 2,7%, con una quota del mercato degli spostamenti al 45,6%) complice una normativa favorevole e il conseguente forte incremento delle flotte aziendali. Come atteso, l’aereo (+2,2%) registra una dinamica positiva soprattutto sul mercato intercontinentale.
Per quanto riguarda la motivazione, il Nova registra una crescita soprattutto dei viaggi individuali per incontrare clienti e fornitori (+3,6%). Bene il MICE (+2,3%) e le riunioni aziendali (+3%), due mercati che generalmente indicano la crescita negli investimenti in formazione, e innovazione, di processi e prodotti. Crolla invece il mercato fieristico (-5%) complici le scarse performance delle fiere nazionali.

«Per il 2017 i travel manager italiani prevedono una spesa in crescita», conclude il professor Guizzardi. «Nonostante le incertezze sul possibile affermarsi di spinte protezionistiche in alcuni Paesi, la bilancia tra ottimisti e pessimisti è a vantaggio dei primi (+17%), anche se la maggior parte del mercato (50%) prevede una situazione di sostanziale stabilità». tweet

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